Tassa sulle Sigarette elettroniche: un provvedimento miope

L anuova tassa sulle sigarette elettroniche mette in ginocchio tutto il settore

Non devono averci riflettuto più di tanto al momento di decidere la tassa sulle sigarette elettroniche, questo è il pensiero comune di tanti esperti di mercato. Non devono averci riflettuto più di tanto perché gli effetti collaterali di questa tassa saranno più dannosi dei benefici attesi sull’economia nazionale.

Un provvedimento che va a toccare un settore in crescita, uno dei pochi che sta offrendo opportunità di nuove iniziative imprenditoriali, e posti di lavoro a migliaia di persone in Italia.

Un settore in crescita, fino ad ora almeno, ma con una tassa del 58,5% molte cose sono destinate a cambiare.

Una tassa che significherà licenziamenti e chiusura di tante attività commerciali. Molte famiglie che si aggiungeranno alle tante in difficoltà economiche, e che andranno a pesare sulle spese assistenziali di stato, regioni e comuni.

Una tassa che toccherà direttamente la salute degli italiani.

Sigarette elettroniche e liquidi costeranno inevitabilmente di più, si stimano aumenti dal 30 al 50%. Una differenza che potrebbe scoraggiare quanti vorrebbero provare uno strumento davvero efficace per smettere di fumare.

Si fumeranno più sigarette tradizionali, con tutti i danni alla salute derivanti dal fumo attivo e passivo che ne conseguono, e che vanno ad incidere pesantemente sul bilancio della sanità italiana.

Il provvedimento del Governo Letta sembra, a detta di molti, l’ennesimo tentativo di raschiare il fondo del barile, quando ormai non c’è più niente da raschiare. Un provvedimento che rimanda solamente i problemi, accumulandoli tutti nell’ultimo quadrimestre dell’anno.

Un provvedimento che rimarca l’italica incapacità politica di assumersi reali responsabilità, disattendendo le richieste di scelte coraggiose da parte del Governo, scelte che i cittadini e imprenditori oramai richiedono a gran voce.